Conosciamoci: Hotel Fantasy
Di Matteo Ceccarelli
Se dovessi raccontarci cosa ti ha fatto appassionare al tuo lavoro, da dove partiresti?
Mi piace fare l’albergatore perché amo stare a contatto con le persone. È un lavoro che ti mette al centro delle relazioni, ti insegna a capire gli altri e ti arricchisce ogni giorno. Sono una persona solare e, spero, anche divertente: mi piace far star bene
chi ho davanti, creare un ambiente familiare in cui le persone si sentano accolte. Credo che l’ospitalità non sia solo un mestiere, ma un modo di essere. Questo spirito, credo, mi ha sempre accompagnato anche fuori dal lavoro nella vita quotidiana.
Com’è nata l’idea di entrare nella famiglia di RBR come sponsor?
Il mio legame con RBR è nato quasi per caso, da una chiacchierata al bar con Paolo Carasso. Da lì ho sposato il progetto fin dal primo giorno, perché ho percepito la serietà e la voglia di costruire qualcosa di autentico. Con Paolo, inoltre, c’è sempre stato un feeling speciale, che risale ai tempi in cui mi allenava. Diceva
che ero un “mezzo talento”, peccato solo per l’altezza.
Credi che lo sport, e in particolare la pallacanestro, abbia un’influenza sulla tua vita?
Sì, eccome. Amo lo sport in tutte le sue forme, ma la pallacanestro è quella che più mi emoziona. È un modo di vivere e di sentirsi parte di qualcosa di grande. Lo sport ti insegna la disciplina e la capacità di rialzarti dopo una sconfitta. Andare al Flaminio non è solo vedere una partita, ma respirare un’atmosfera speciale: è
sentire l’energia del pubblico, riconoscere volti familiari e percepire un senso di appartenenza che ti fa sentire a casa.
Qual è il momento legato ad RBR che ricordi con maggior piacere?
Non ce n’è uno solo, ma una sensazione continua: vedere mio figlio, che ha 16 anni e gioca a calcio nel Rimini, appassionarsi a RBR tanto quanto me, se non addirittura di più. Vederlo vivere ogni partita con entusiasmo e partecipazione è una delle cose più belle per me. È la prova che lo sport sa trasmettere valori che
restano nel tempo. Anche questo credo sia il risultato di ciò che RBR rappresenta: una famiglia che unisce generazioni.