Un Flaminio da Paura!

di Francesco Ricciardi

Halloween. Quella festa un po’ bizzarra, un po’ “foresta”, che piace a tutti perché ci dà una scusa perfetta per travestirci, fare scorta di dolcetti e lasciare spazio alla fantasia. Ecco, con quello spirito è tornato anche quest’anno Un Flaminio da Paura, l’appuntamento ormai fisso che trasforma il nostro Palasport in una vera e propria festa a tema. Stavolta il viaggio era tutto messicano: Dia de los Muertos, tra colori sgargianti, teschi sorridenti e un’energia contagiosa.

Per il team comunicazione e marketing biancorosso la sfida era chiara: creare uno spettacolo dentro lo spettacolo, coinvolgendo i tifosi e rendendoli protagonisti dando loro il metaforico palco per esprimere tutta la loro fantasia. Che dire, ancora una volta siamo stati sorpresi in positivo da tutti quelli che hanno deciso di stare al gioco, presentandosi all’ingresso truccati e mascherati: anche quest’anno abbiamo visto maschere spettacolari, idee originali e riferimenti diffusi sia alla cultura pop che al nostro, piccolo mondo biancorosso: il Ghostbuster riminese, pronto per scacciare i fantasmi pesaresi, o il Labubu Dole (personaggio che il sottoscritto, ormai troppo agè, ammette di non aver capito del tutto). Tra foto e musica a tema, sembrava di essere in un carnevale d’autunno con un’anima tutta Rbr.

Non parliamo solo di bambini, beninteso: certo, i piccoli tifosi sono sempre i più carichi quando si fanno questi eventi, ma tanti “grandi”, ragazzi e adulti, non sono certo da meno. Perché qui, a Rimini, ogni evento diventa un’occasione per stare insieme, condividere passione e riempire il palazzetto di energia positiva.

Alla fine, tra dolcetti, scherzetti e travestimenti, Un Flaminio da Paura ha mantenuto la promessa: farci divertire, dentro e fuori dal campo. E sì, con un +20 nel derby da festeggiare alla sirena finale, è stato davvero un Flaminio… da paura: per noi e, diciamolo, anche un po’ per gli ospiti pesaresi.