Il giocatore: Davide Denegri
di Stefano Zavagli
Davide Denegri: il ritorno in serie A2, dopo due anni nell’Olimpo. “Vi spiego perché ho scelto Rimini”
Desiderio di essere protagonista. Di assumersi responsabilità. Di aiutare concretamente la squadra a vincere. Ecco perché Davide Denegri ha scelto Rimini. La decisione è arrivata dopo due anni vissuti in serie A1, prima alla Vanoli Cremona da protagonista, poi al Derthona Basket a due passi da casa. Da molti è stato giudicato il colpo estivo della serie A2 sul mercato italiano: basti pensare che alla Vanoli viaggiava nella massima serie a 12,4 punti di media con 3 assist a partita. E non è passato un secolo, parliamo della stagione 2023/2024. Durante lo scorso anno Davide con la maglia di Derthona aveva avuto anche l’occasione di prendere parte alla Basketball Champions League conclusa con 5 punti di media.
Davide, dopo due anni importanti in serie A1 perché proprio Rimini?
“Ero combattuto, perché a Tortona mi era stato chiaramente comunicato che in vista della nuova stagione avrei potuto avere meno spazio. Sarei rimasto, se però avessi avuto l’opportunità di dimostrare tutto il mio valore. Poco dopo è arrivata l’offerta di Rimini, una proposta che mi è sembrata sin
dall’inizio molto importante. Era la chiamata da parte della squadra che era appena stata finalista per salire in serie A1, avevo guardato le partite contro Cantù in televisione: ero rimasto molto colpito dall’entusiasmo che si vedeva al palasport, della grande presenza di pubblico, e queste belle sensazioni mi hanno messo nelle condizioni di valutare seriamente la proposta. Poi ero già stato in Romagna, nell’esperienza a Ravenna, ed è una parte d’Italia dove si vive davvero bene con un’ottima qualità: le persone sono molto accoglienti e calorose. Anche questo aspetto mi ha fatto propendere per il sì!”.
Si era fatta sotto anche qualche altra società?
“C’era stato qualche interessamento, ma tutto è avvenuto in una fase in cui il mercato era in fase già avanzata: la verità è che Rimini è arrivata alla carica davvero molto decisa e determinata. Sin dal primo istante ho avuto la percezione che qui mi volevano con grande desiderio al 100%”.
Eri mai stato a Rimini, magari in vacanza?
“Da avversario non ho mai avuto occasione di venire prima a Rimini, ero stato una sola volta in città quando ero ragazzino, ma parliamo di 15 anni fa: ai tempi avevo avuto l’occasione di disputare il torneo Papini, ricordo che era il periodo di Pasqua e avevo delle immagini nitide del Flaminio. Mentre, invece, non ricordavo molto della città”.
In serie A2 con il desiderio di essere protagonista?
“Mi sto calando in quelle che sono le dinamiche della serie A2, perché per un italiano tra giocare in A1 e in A2 cambia molto, è inutile che ci giriamo attorno. In serie A2 un giocatore italiano ha l’opportunità di essere maggiormente protagonista, invece ormai in A1 salvo rare eccezioni si ha il ruolo dello
specialista. Ho giocato a lungo in A2, per cui sto affrontando solo un periodo di adattamento. Vengo a Rimini, dopo due anni di serie A1 molto diversi fra di loro: a Cremona ero un italiano atipico che aveva in mano molti possessi e responsabilità, a Tortona il ruolo è cambiato radicalmente”.
Sentivi il peso di non poter avere tanti minuti?
“A parte Amedeo Della Valle, e pochi altri, in serie A1 non ci sono attualmente italiani ‘capo squadra’, sono gli americani da avere più possibilità e responsabilità. Ora gli italiani hanno un ruolo diciamo non marginale ma molto definito: o vengono messi nella mischia per una difesa forte oppure per prendere un tiro dallo scarico. Questo si ripercuote a mio avviso sulle dinamiche della Nazionale: purtroppo questo sistema comporta che ci sono sempre meno italiani pronti a essere protagonisti nel momento che conta”.
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