Il personaggio: Emanuele Tumini
di Simone Campanati
Mr Happy nel CDA della Dole Basket Rimini
Lo dice lui per primo: “sono ottimista per natura”.
E devo dire che, conoscendolo da un po’ di tempo, i fatti lo sottolineano veramente.
Ci siamo conosciuti anni fa con il sudore sulla pelle di chi tiene alla propria salute fisica, condividendo allenamenti in palestra e pacche sulle spalle. E se devo dire cosa ho sempre amato di quest’uomo, è il suo modo di approcciarsi agli altri: sempre parole di stima, per lui eri sempre bellissimo, anche quando eri un po’ giù. Il suo modo, il suo sorriso quasi cinematografico, ti rimettevano al mondo. Oggi, pensando a qualcosa di molto vicino al suo quotidiano, mi viene in mente l’Happy Meal di McDonald’s — sicuramente per quella parola “Happy” che lo contraddistingue nei modi e nel pensiero.
Oggi sono felice di sapere che Lele (al secolo Emanuele Tumini) è non solo AD dei McDonald’s della Provincia, non solo un partner di Rbr, ma anche membro del Consiglio di Amministrazione della società. Un ruolo ottenuto anche grazie alla sua dedizione alla causa, alle numerose trasferte fatte con la dirigenza, dimostrando un attaccamento e una passione davvero rare.
Così, per la prima volta da quando lo conosco, mi trovo a raccontarlo seduto davanti a un computer, per presentarvelo. E allora proviamo a scoprire alcune cose dell’uomo che fa sognare tanti bimbi — ma soprattutto tanti genitori — a Rimini.
Manu, raccontami un po’: chi è Emanuele Tumini?
Un inguaribile ottimista, che vive di sogni da realizzare, e che con i piedi piantati per terra si tira su le maniche e fa di tutto per far sì che si materializzino.
Come diventi imprenditore?
Il mio percorso è iniziato in un luogo mitico per tutti i riminesi non troppo giovani: sto parlando dell’Italy & Italy, il precursore locale delle catene di hamburger di oggi. Era di fronte al bagno 14, dove poi è sorto il McDonald’s, ed era il 1985. Ho fatto tutta la gavetta, passo dopo passo, facendo letteralmente i gradini due alla volta dal seminterrato, arrivando nel 1996 a prenderlo in gestione, in concomitanza con la fusione con il brand McDonald’s.
Ormai da decenni sei nel mondo della ristorazione, che oserei definire creativa, perché nel tuo curriculum spiccano aziende che hanno sì riempito gli stomaci di migliaia e migliaia di persone, ma ne hanno anche gonfiato il cuore e spalancato i sorrisi grazie a ciò che si può oggi definire “entertainment”. Qual è il segreto per coniugare entrambe le cose?
È semplice definirlo: fondamentale ed importante è impegnarsi ogni giorno nell’accoglienza dei nostri ospiti e far sentire a proprio agio chiunque, facendogli avere una piacevole esperienza.
Qual è il tuo ricordo più caro e sentito di tutti questi anni imprenditoriali? E magari se ci racconti anche qualche aneddoto…
Ce ne sarebbero migliaia legati alla nostra città e alle persone che ho incontrato nei nostri ristoranti — da Carlton Myers ragazzino a un giovane Valentino Rossi che veniva all’Iper di Savignano per avere meno fan intorno. Mi piace però ricordare un aneddoto solo.
È una splendida mattina d’estate di fine anni ’80. È da poco passata l’alba e mi trovo all’Italy & Italy, quando una coppia di signori distinti bussa alla porta di vetro: il locale è ancora chiuso. Mi avvicino ai due per gentilezza, notando i loro sorrisi, apro la porta e sento:
“Ci scusi” — la signora si rivolge a me — “ci tolga una curiosità, è un po’ che non veniamo qui… che cosa fate in questo posto?”
Io rispondo: “Hamburger e spaghetti, signora, venite a trovarci.”
“Ah, vedi gli hamburger, come in America tesoro… Possiamo tornare un po’ prima dell’apertura al pubblico, se non è un disturbo?” — controbatte lei.
Erano la signora Giulietta Masina e il marito Federico Fellini.
Puoi svelarci qualche segreto del mondo McDonald’s? Qualcosa che non tutti sanno, anche dopo aver visto The Founder?
Sono tante le cose che potrei raccontarti, ma non ci sono segreti — solo azioni di cui andiamo orgogliosi e da condividere. Ad esempio, forse non sai che recuperiamo oli usati con i quali l’azienda che fa logistica sul territorio italiano produce bio-diesel per il trasporto delle materie prime da consegnare ai ristoranti. Sai che utilizziamo più del 90% di prodotti italiani? Andiamo dal grano per il pane della Pianura Padana, al Grana Padano e al Parmigiano Reggiano, dalle mele del Trentino alle nostre pere romagnole, fino al pollo di Amadori e al caffè Ottolina di Milano, per arrivare alle decine di materie prime DOP e IGP.
Non ultima, l’iniziativa atta a donare negli ultimi anni migliaia di pasti alla Caritas.
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