Il giocatore: Alessandro Simioni
Di Luca Sabbioni
A tu per tu con “Sime”
Talento, solidità in entrambe le metacampo e grande esperienza nonostante i soli 27 anni: queste sono solo alcune delle tante (e positive) caratteristiche di Alessandro Simioni, al suo terzo anno qui a Rimini e ormai una bandiera di RBR nonché idolo di tutto il popolo biancorosso. Arrivato nell’estate 2023 direttamente dalla massima serie, più precisamente da Treviso, il nativo di Abano Terme non poteva cominciare in modo migliore questa annata sportiva: in nemmeno metà campionato, infatti, ha già superato il numero di partite in doppia cifra dello scorso anno (otto nel 2024-25, nove nelle prime 15 giornate del 2025-26), candidandosi di prepotenza al premio virtuale di “most improved player” della A2. E se il premio non esiste tranquilli, che magari lo creiamo noi un trofeo personalizzato per “Sime”!
Sei alla tua 3° stagione in maglia RBR, la squadra nella quale hai finora militato per più tempo tra i senior: si può dire che ormai Rimini sia la tua seconda casa?
Direi proprio di sì! È il periodo più lungo in cui rimango in una specifica città, poi Rimini è bellissima, molto accogliente e probabilmente il fatto di essere molto turistica incentiva questa cosa: c’è molta disponibilità da parte di tutti, anche dalle botteghe o dai ristoratori ad esempio, per farti sentire a casa!
C’è un motivo particolare che ti ha portato a rimanere in Romagna anche quest’anno?
Sicuramente la volontà della società a fine dello scorso campionato per cercare di prolungare il nostro rapporto è stata fondamentale. In loro ho visto la volontà di continuare il rapporto in maniera solida, un incentivo importante al di là di quanto potessi trovarmi bene a Rimini e di quanto avessi già passato due stagioni meravigliose.
Stai disputando un inizio di stagione molto solido sia in attacco che in difesa, prendendoti anche i complimenti pubblici di coach Dell’Agnello: senti di essere effettivamente migliorato ulteriormente, soprattutto nella metacampo difensiva?
Sicuramente da quando è arrivato il coach mi sprona molto sull’aspetto difensivo: qualche anno fa ero tutt’altro giocatore, nel senso che magari ero molto più predisposto alla parte offensiva rispetto a quella difensiva, e penso di aver fatto un salto in avanti. L’aspetto fondamentale penso derivi da lui.
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