I nostri giovani: Mattia Ruggeri e Valentin Georgescu

Di Matteo Parma

Nella loro passione c’è la stessa luce che accende ogni tifoso biancorosso. Valentin Georgescu (classe 2008) e Mattia Ruggeri (classe 2009) arrivano da percorsi diversi ma condividono coraggio, talento e la voglia di crescere con la maglia della Dole Basket Rimini. Uno porta creatività e fantasia, l’altro forza e versatilità: insieme rappresentano il futuro che sta bussando alla porta. Due ragazzi che sognano in grande e che, da oggi, vogliono farlo insieme a tutta la nostra città. Siete pronti a conoscerli meglio? Ecco a voi le parole dei nostri protagonisti odierni.

Ci potete raccontare il vostro percorso nella pallacanestro? Quando è scattata la scintilla?
V: “Ho iniziato a giocare a pallacanestro all’età di sei anni e mi sono innamorato subito della palla a spicchi. Ho mosso i primi passi nel basket a Cesenatico, poi tre anni fa ho cambiato e mi sono trasferito a Forlì. Dopo due stagioni lì, in estate è arrivata la chiamata di Rimini e ho deciso di sposare la causa biancorossa.”
M: “Il mio primo sport, quando ero piccolo, è stato proprio il basket: ho iniziato quando avevo 3-4 anni e mi allenavo nella palestra delle Panzini. Successivamente, ho provato altre discipline come il nuoto, il tennis e il judo, prima di ricominciare con la pallacanestro all’età di 13 anni. La prima squadra di cui ho fatto parte è stata la Pallacanestro Titano a San Marino, dove ho disputato due stagioni. Il mio trasferimento a Rimini è avvenuto grazie a Paolo Carasso: ha parlato con mio babbo e insieme abbiamo deciso di entrare nella famiglia biancorossa.”

Parliamo del vostro gioco: qual è il vostro punto forte in campo? E quale aspetto pensate di dover migliorare?
V: “Ho sempre vissuto la pallacanestro come se ci fosse della magia in campo, quindi mi piace mostrare le mie qualità in palleggio ed eseguire passaggi difficili, facendo vedere il mio talento. Penso di essere un giocatore estroso e credo che questo sia il mio punto forte. Il rischio, in tutto ciò, è quello di specchiarsi un po’ troppo: devo cercare di trovare più solidità e commettere meno errori.”
M: “Il mio punto forte in campo è sicuramente la mia versatilità: sono in grado di fare un po’ di tutto sul parquet, dal prendere i rimbalzi alla difesa su più ruoli, fino alle diverse soluzioni offensive come la penetrazione al ferro, la gestione del pick and roll e il gioco in post basso. L’aspetto in cui devo migliorare è il tiro: essendo sempre stato più alto della media, non ho mai avuto bisogno di averne uno realmente affidabile, ma andando avanti questo vantaggio fisico diminuirà. Negli ultimi anni ci sto lavorando molto e potrebbe diventare una chiave per la mia crescita.”

Guardando più avanti: quali sono i vostri obiettivi stagionali? E quelli per il futuro?

V: “L’obiettivo stagionale è disputare un’ottima annata con l’Under 19 degli Angels e raggiungere le finali nazionali: la squadra ha tutte le carte in regola per farcela. A livello personale, mi piacerebbe molto riconquistare la nazionale: per me sarebbe uno step importante. Per quanto riguarda il futuro, non voglio pormi limiti: cercherò di dare tutto me stesso per arrivare più in alto possibile, poi vedremo nei prossimi anni.”
M: “Sono d’accordo con Valentin: l’obiettivo stagionale nell’Under 19 Eccellenza è arrivare alle finali nazionali. Per quanto riguarda la Serie C con gli Angels, mi piacerebbe lottare per una promozione in B2: ci alleniamo duramente per raggiungere il massimo del nostro potenziale. Guardando più avanti, vorrei andare al college in America: sarebbe un’esperienza straordinaria. Il sogno più grande rimane entrare in NBA attraverso il Draft, ma per ora penso solo a lavorare al massimo per crescere sempre di più.”