Alla scoperta del Centro Saulle

Dal 2025 il Centro Saulle è diventato il centro medico sportivo ufficiale di RBR: quali sono le motivazioni che vi hanno portato ad intraprendere questo percorso con una società sportiva professionistica?

La collaborazione nasce da una visione comune: mettere l’atleta al centro, non solo quando è infortunato, ma ogni giorno della stagione.
RBR rappresenta oggi uno dei progetti sportivi più solidi e ambiziosi del panorama cestistico italiano. Una società strutturata, con una prima
squadra professionistica e un settore giovanile in forte crescita, aveva bisogno di un riferimento sanitario altrettanto strutturato, capace di
garantire continuità, competenza e tempestività. Per il Centro Saulle diventare centro medico sportivo ufficiale significa fare un passo naturale: dopo anni di lavoro sul territorio, l’evoluzione verso una dimensione ancora più specialistica e sportiva era già scritta nel nostro percorso. Non si tratta solo di “curare” un infortunio, ma di costruire un sistema integrato: prevenzione, monitoraggio, riabilitazione e ritorno in campo. Condividiamo con RBR la stessa cultura del lavoro quotidiano, dei dettagli e della responsabilità verso chi indossa quella maglia.

A chi non vi conosce, come descrivereste il vostro approccio al benessere e al recupero fisico? Qual è il valore aggiunto che un atleta
professionista o amatoriale può trovare nel vostro centro?

Il nostro approccio è semplice da spiegare, ma complesso da realizzare: personalizzazione assoluta. Ogni atleta, professionista o amatore, ha una storia clinica, un carico di lavoro, obiettivi e tempi diversi. Noi partiamo da lì. Non esistono protocolli standardizzati, ma percorsi costruiti su misura, basati su valutazioni funzionali approfondite e su un confronto costante con staff tecnico e
preparatori. Il valore aggiunto? Tre elementi chiave:

  1. Visione globale: non guardiamo solo al sintomo, ma alla
    biomeccanica, alla postura, alla gestione dei carichi e alla
    prevenzione delle recidive.
  2. Integrazione tra figure professionali: medico sportivo, fisioterapista, osteopata, specialista e preparatore lavorano come un’unica squadra.
  3. Mentalità sportiva: sappiamo cosa significa avere una partita tra sette giorni. Il recupero non è solo clinico, è anche strategico. Per un professionista significa tornare in campo al massimo della condizione e con parametri monitorati.

Quali figure professionali o tecnologie mettete a disposizione della nostra prima squadra e dei ragazzi delle giovanili per garantire loro un ritorno in campo sicuro e al massimo della condizione?

La struttura si fonda su un’équipe multidisciplinare coordinata:

  1. Medici dello sport per idoneità, controlli e gestione clinica degli
    infortuni
  2. Fisioterapisti specializzati in riabilitazione sportiva
  3. Osteopati
  4. Radiologi ecografisti
  5. Ortopedici
  6. Fisiatra
  7. Tecnico ortopedico
  8. Valutazioni funzionali e biomeccaniche periodiche

Sul piano tecnologico utilizziamo strumentazioni per terapie strumentali avanzate tra cui ecografo di ultima generazione,
laser, tecar e onde d’urto, analisi statistica e dinamica dell’appoggio plantare. Per la prima squadra il lavoro è quotidiano e integrato con lo staff tecnico. Per il settore giovanile l’obiettivo è doppio: recuperare dall’infortunio e, soprattutto, educare alla prevenzione. Perché un atleta giovane non deve solo guarire: deve crescere sano. Proprio in questo senso nel 2026 abbiamo inserito una nuova figura molto importante, il Direttore Sanitario Riccardo Galassi, la cui attività professionale si è svolta sempre all’interno della riabilitazione. Con tesi di
laurea e specialità presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli, la restante parte della sua carriera è avvenuta all’interno della Riabilitazione nella sanità pubblica per circa 30 anni, di cui la metà in qualità di Direttore dell’Unità operativa di Medicina Riabilitativa della Provincia di Rimini.

In fondo, la partnership tra RBR e Centro Saulle non è soltanto una convenzione sanitaria. È un patto di responsabilità verso chi scende in campo ogni settimana e verso una città, Rimini, che vive lo sport come identità. E quando si cammina insieme, il risultato non è solo il ritorno in campo. È la costruzione di un sistema che punta sempre un passo più avanti.