Conosciamoci: Andrea Sancisi

Di Matteo Ceccarelli

Private Banker di professione e parte integrante della comunità riminese, Andrea Sancisi supporta il progetto Rbr ormai da cinque anni. In questa chiacchierata scopriamo l’uomo oltre al professionista: la passione per lo sport, i valori umani che guidano ogni sua scelta e i motivi che lo hanno spinto a sponsorizzare l’evento dell’8 marzo al Flaminio dedicato alle donne

Andrea, la tua passione per il bodybuilding richiede una grande disciplina. In che modo questa mentalità si riflette nel tuo lavoro di Private Banker?

Il bodybuilding mi ha insegnato che i risultati non arrivano mai per caso. Servono metodo, costanza e capacità di gestire i momenti di fatica. In palestra lavori oggi per vedere il cambiamento tra mesi; nella consulenza finanziaria è lo stesso. Come Group Manager e consulente in Sanpaolo Invest – Fideuram, pianifico, monitoro, correggo. Non inseguo la performance del giorno, ma costruisco strutture solide nel tempo. La disciplina diventa gestione del rischio, controllo emotivo e capacità di restare lucidi anche nei momenti di volatilità. Personalmente credo che il vero vantaggio competitivo non sia l’intuizione brillante, ma la coerenza quotidiana.

Quali sono i valori umani e professionali che ritieni indispensabili per costruire e mantenere il rapporto di fiducia con i clienti?

Tre pilastri: trasparenza, responsabilità e presenza. La trasparenza significa dire le cose come stanno, anche quando non è comodo. La responsabilità vuol dire sentire il peso delle scelte come se il patrimonio fosse il mio. La presenza è ciò che trasforma un consulente in un punto di riferimento: esserci nei momenti decisivi, non solo quando tutto va bene. Ho imparato che il cliente non cerca solo competenza tecnica — che è doverosa — ma equilibrio, visione e protezione. La fiducia si costruisce nel tempo, con coerenza. E si perde in un attimo.

Credi che questi valori si rispecchino con quelli promossi da RBR? Cosa ti ha spinto a far parte del progetto della società?

Sì, vedo una forte coerenza. RBR promuove impegno, cultura del territorio e responsabilità sociale: elementi che condivido profondamente. Mi ha spinto l’idea di contribuire a un progetto che non è solo sportivo, ma identitario. Lo sport, come la finanza, è programmazione, squadra, visione. Personalmente penso che un professionista debba uscire dalla propria area tecnica e diventare parte attiva della comunità. Questo progetto va in quella direzione.

Domenica 8 marzo, al Flaminio, sarai promotore di un evento dedicato alla Festa della Donna. Quanto conta per te sostenere una giornata così importante e che messaggio vorresti trasmettere attraverso essa?

Conta molto. Sono marito e padre di due figli, e credo che il rispetto e il riconoscimento del valore femminile non siano concetti simbolici, ma concreti. L’8 marzo non dovrebbe essere una celebrazione formale, ma un’occasione per parlare di opportunità, autonomia e consapevolezza — anche finanziaria. Il messaggio che voglio trasmettere è semplice: l’indipendenza economica è uno strumento di libertà. E la libertà è il primo passo verso la realizzazione personale. Se posso contribuire, anche solo in parte, a diffondere questa cultura, allora l’evento ha già centrato il suo obiettivo.