Conosciamoci: Birra Amarcord
di Matteo Ceccarelli
Nel cuore della Romagna nasce nel 1997 una storia di eccellenza diventata simbolo del territorio riminese: Birra Amarcord. In questa intervista alla marketing manager dell’azienda, Francesca Marchetti, scopriamo come il legame con il territorio, la creatività ispirata da artisti visionari e il sostegno delle realtà locali si fondono, parlando di identità e innovazione.
Amarcord è un simbolo del territorio riminese dal 1997. Com’è nata la vostra azienda e quanto hanno inciso le radici locali nella costruzione della vostra identità?
Amarcord nasce nel 1997 da un’idea profondamente legata al territorio romagnolo e alla sua cultura, fatta di convivialità, tradizione e creatività. Fin dall’inizio abbiamo voluto raccontare la nostra terra attraverso la birra, non solo nei prodotti ma anche nell’immaginario che li accompagna, partendo già dallo stesso naming. Amarcord non è solo un omaggio al famosissimo film di Federico Fellini ma anche la celebrazione del territorio. Le radici locali sono fondamentali, Rimini è la fonte di ispirazione del nostro modo di essere. Questo legame ci ha permesso di costruire un’identità autentica, riconoscibile e capace di dialogare anche a livello internazionale senza mai perdere il contatto con le nostre origini. È questa la visione che oggi ci guida, siamo una realtà che sogna in grande, portare le proprie birre dalla Romagna in tutto il mondo!
Il legame tra l’azienda e Rinascita Basket Rimini si rafforza ogni anno. Quali valori condividete con la società e quanto è importante celebrare eventi come la serata anni ’90 al Flaminio per rafforzare il legame con la comunità riminese?
Il basket è in primis per noi una grande passione di famiglia, da molti anni. Il resto viene da sé. La collaborazione con Rinascita Basket Rimini nasce da una visione condivisa: passione, spirito di squadra, attaccamento al territorio e voglia di crescere insieme. Sia io che mio fratello crediamo molto nello sport come strumento di aggregazione e identità collettiva, valori che sentiamo profondamente anche come azienda. Sostenere una squadra che di Basket che milita nel campionato di serie A2 significa affiancare una realtà di alto livello, capace di rappresentare Rimini in tutta Italia e di coinvolgere un pubblico ampio e appassionato. Eventi come la serata anni ’90 al Flaminio sono momenti preziosi perché uniscono generazioni diverse, (lo abbiamo visto anche premiando i vincitori dell’Amarcord Streetball dove partecipava un padre con i figli) rafforzano il senso di appartenenza e celebrano la storia della città. Per noi significa essere parte attiva della comunità, non solo come sponsor ma come protagonisti di un racconto comune. Il nostro team marketing si è messo a disposizione di RBR per contribuire alla creazione di un evento molto bello e suggestivo, ne siamo stati molto orgogliosi, così come dell’intera giornata che si è conclusa con una grande vittoria per la squadra.
Così come nello sport si punta sempre a crescere e migliorarsi, anche Amarcord sembra non porsi limiti. Quali sono oggi le vostre ambizioni e in che modo le collaborazioni di rilievo portate avanti negli anni, come quelle con Milton Glaser e Garrett Oliver, hanno contribuito ad ampliare la vostra visione?
Le nostre ambizioni sono quelle di continuare a innovare, mantenendo sempre alta la qualità e rafforzando la nostra presenza sia in Italia che all’estero. Collaborazioni con figure di grande rilievo come Milton Glaser e Garrett Oliver hanno avuto un impatto significativo: ci hanno insegnato a guardare oltre i confini tradizionali del nostro settore, integrando design, cultura e sperimentazione. Queste esperienze hanno ampliato la nostra visione, rendendoci più aperti, curiosi e pronti ad affrontare nuove sfide.
Nel corso degli anni avete ottenuto importanti riconoscimenti, come il 3 Stars Bellavita Awards per la “Lager Chiara Amarcord” e la “Pale Ale non filtrata 100% italiana Amarcord”. Quali sono state le soddisfazioni più grandi per Amarcord, sia dal punto di vista aziendale sia nel vostro percorso come sponsor di Rbr?
I riconoscimenti internazionali rappresentano una grande soddisfazione perché certificano il valore del nostro lavoro ma soprattutto la qualità dei nostri prodotti. Tuttavia, le soddisfazioni più grandi restano quelle legate alla fiducia dei clientii e alla crescita costante del brand nel tempo. Anche il percorso al fianco di RBR ci ha regalato momenti importanti: vedere la squadra crescere, coinvolgere sempre più tifosi e diventare un punto di riferimento per la città è qualcosa che sentiamo anche nostro. È un orgoglio contribuire, nel nostro piccolo, a questo percorso.
Quanto vi ha coinvolto ed emozionato la recente vittoria della Coppa Italia LNP di Serie A2? Che valore ha, per un’azienda come la vostra, vivere e condividere successi di questo tipo con la squadra e con tutta la città?
La vittoria della Coppa Italia LNP di Serie A2 è stata un’emozione fortissima. È il risultato di impegno, sacrificio e passione, valori che condividiamo pienamente. Vivere un successo del genere insieme alla squadra e alla città significa sentirsi parte di qualcosa di più grande: una comunità che celebra, si riconosce e cresce insieme. Per noi è un momento di orgoglio e anche uno stimolo a continuare a investire in questo legame, perché crediamo che il successo abbia ancora più valore quando è condiviso. Forza RBR!
