Conosciamoci: Icaro Sport

Di Luca Sabbioni

Ahhh, la pallacanestro: una disciplina meravigliosa nella quale i ritmi sono sempre alti e l’adrenalina non accenna mai a scendere nei 40 minuti di gioco, tra canestri, rimbalzi, assist, passaggi e giocate spettacolari. Tutto ciò che succede nel parquet fa parte dello show ed è ciò che attira maggiormente il pubblico; immagino che anche per voi lettori sia così, giusto? Posso essere d’accordo, ma da aspirante giornalista una cosa che mi affascina allo stesso modo è la narrazione di ciò che accade in campo, che sia raccontato in televisione o negli smartphone/computer che, purtroppo o forse no, stanno progressivamente prendendo il posto della carta stampata. A Rimini questo importante compito è affidato ormai da decenni a Icaro Sport e, in particolar modo, a Roberto Bonfantini, che con la sua voce, i suoi servizi e le sue interviste è diventato più che un’istituzione nel panorama sportivo riminese.

Ciao Roberto! Partiamo da una domanda molto semplice: quando e come nasce Icaro Sport?

Icaro Sport è la redazione sportiva del gruppo Icaro, formato a sua volta da Icaro Tv, Radio Icaro e il sito web NewsRimini. La redazione sportiva nasce come radio nel 1995, poi nel 2000 per quanto riguarda il sito e infine esordisce in tv nel 2002, per cui la collaborazione con il basket cittadino possiamo dire che inizia dalla stagione 1995-1996. Prima del mio arrivo non c’era una redazione prettamente cestistica e da lì, come Radio Icaro, abbiamo iniziato a fare le radiocronache, che io ho seguito per 15 anni tra A1 e A2, mentre successivamente per la televisione abbiamo creato Calcio.Basket, la nostra trasmissione dove lunedi si parla di calcio e martedi di pallacanestro.

Quindi possiamo dire che sei stato tu a portare nel mondo di Icaro la pallacanestro…

Diciamo che sì, l’avvento combacia con il mio arrivo a Icaro, ma chiaramente un ringraziamento speciale va a tutti coloro che hanno creduto in me a partire da Elisa Marchioni, all’epoca direttrice di Radio Icaro che mi ha concesso tanto spazio di manovra. Quando sono entrato nella redazione ovviamente non ero il direttore ma un semplice collaboratore, però negli anni sono sempre rimasto qui e ho cambiato ruoli fino a ricoprire quello attuale.

Ora invece ti pongo una domanda meno semplice: come descriveresti una tua “giornata tipo” di lavoro a un pubblico, che magari non sa come funziona il mestiere del giornalista, ma che vorrebbe diventare come te?

Io amo raccontare tutti gli sport, soprattutto quelli che riguardano la nostra città e il territorio circostante. Avrei potuto prendere strade diverse e andare sul nazionale, ma quando mi si è presentata l’opportunità di seguire il calcio di Serie A ho comunque deciso di rimanere qua per amore di Rimini. Adesso sono direttore ma sono comunque operativo, lavoro tutti i giorni in redazione e mi occupo dell’aggiornamento del nostro sito NewsRimini, dei servizi che vanno in onda nei notiziari e, sempre inerente al basket, della conduzione della mia creatura Calcio.Basket e della diretta testuale dei match di RBR. La cosa che può essere più interessante da raccontare è che, essendo anche direttore oltre che giornalista della struttura, ho quella libertà di poter inventare qualcosa di nuovo, essendo in sincronia e armonia con i miei colleghi: la conduzione della trasmissione è totalmente mia, così come mi è capitato di scrivere per altre trasmissioni. Una cosa che un po’ mi manca e che ho sempre amato fare è la radiocronaca delle partite, ancora piu della telecronaca, perché per l’ascoltatore da casa non sei solo la voce ma anche gli occhi del match, in quanro grazie alla tua voce egli si immagina la partita. Inoltre ci tengo a dire che, come Gruppo Icaro, abbiamo un ottimo rapporto con la società e c’è una bellissima collaborazione, ma questo non ci impedisce la possibilità di fare critica e commenti tecnici; c’è quindi piena libertà, pur essendo in armonia con la società.

Da giornalista, ma ovviamente anche da tifoso, hai assistito a un enorme numero di squadre e di giocatori diversi che hanno calcato il parquet del Flaminio: c’è qualcuno in particolare che ti è rimasto più impresso nei ricordi e di cui eri sportivamente innamorato?

Io ho sempre avuto una predilizione per gli esterni e, se ti devo fare dei nomi, devo chiaramente partire da Carlton Myers: ero un suo grande tifoso e, avendo un solo anno in piu di me, l’ho visto crescere cestisticamente, seguendo passo dopo passo i suoi successi nelle giovanili nel “gruppo dei 72”. Devo poi citare Maurizio Benatti, che è anche il nostro opinionista, Alessandro Angeli, uno dei miei play preferiti e tutt’ora in attività nonostante i 60 anni compiuti, German Scarone e infine Larry Middleton, un americano che ha giocato di fatto con un solo ginocchio e con uno spirito di abnegazione per Rimini che porterò sempre nel cuore, più da tifoso che da giornalista dato che ai tempi non ero ancora a Icaro. Come puoi vedere, insomma, sono davvero tutti playmaker o guardie!

Tornando a oggi, invece, cos’hai provato quando a Marzo la squadra ha alzato in casa propria la Coppa Italia? Sarà stata un’emozione particolare esserci da colui che racconta le partite e non da semplice tifoso

Indubbiamente è stata un emozione particolare perché, nella lunghissima storia del basket riminese, non abbiamo avuto tantissime occasioni per alzare dei trofei. Era da un po’ che non provavamo certe gioie: come Rinascita abbiamo fatto la scalata dalla C all’A2, ma quando si vince una coppa importante in una categoria importante è totalmente diverso e in certi momenti, come appunto il trionfo della Coppa Italia, prevale l’emozione del tifoso.